Lo smart working a 360°

Smart Working: come renderlo sicuro, produttivo e sostenibile con un approccio tech

Cosa è lo Smart working

Nel linguaggio comune, lo smart working viene spesso confuso con il semplice “lavorare da casa”. In realtà, per un’azienda tecnologica, lo smart working è un modello operativo complesso, che coinvolge infrastrutture IT, sicurezza informatica, processi organizzativi e cultura aziendale.

Lo smart working efficace si basa su tre pilastri fondamentali:

  • Tecnologia adeguata
  • Sicurezza dei dati e delle connessioni
  • Processi chiari e misurabili

Durante il periodo Covid molte aziende hanno adottato il lavoro da remoto in modo emergenziale, limitandosi a fornire un PC e una connessione internet. Questo approccio, seppur comprensibile, ha evidenziato rapidamente limiti importanti, soprattutto dal punto di vista della sicurezza IT.

Cosa è cambiato dopo il Covid: dalla sperimentazione alla struttura

Terminata l’emergenza sanitaria, lo smart working è entrato in una fase di razionalizzazione. Oggi le aziende si dividono principalmente in due gruppi:

  • chi ha abbandonato il lavoro agile a causa di problemi organizzativi e di controllo;
  • chi ha investito in soluzioni tecnologiche strutturate, adottando modelli ibridi e sicuri.

La differenza non è nello smart working in sé, ma nel modo in cui viene implementato.

Le aziende che hanno scelto un approccio tech-driven hanno lavorato su:

  • infrastrutture cloud affidabili;
  • accessi sicuri ai sistemi aziendali;
  • strumenti di collaborazione evoluti;
  • policy IT e di sicurezza chiare.

Perché molte aziende non si fidano dello smart working

La mancanza di fiducia nello smart working nasce quasi sempre da criticità tecnologiche non gestite correttamente.

I problemi più frequenti che riscontriamo sono:

  • utilizzo di dispositivi personali (BYOD) non protetti;
  • reti domestiche con configurazioni di sicurezza minime;
  • assenza di sistemi di controllo e monitoraggio;
  • mancanza di formazione del personale sui rischi informatici;
  • backup non strutturati o inesistenti.

Dal punto di vista IT, il lavoro da remoto espone l’azienda a superfici di attacco molto più ampie. Un singolo dispositivo non protetto può diventare il punto di ingresso per malware,
ransomware o furti di credenziali. Ecco perché, senza un’architettura tecnologica solida, lo smart working viene percepito come un rischio anziché come un’opportunità.

Smart working sicuro: il ruolo di un’azienda tech specializzata

Per rendere lo smart working realmente sostenibile è fondamentale affidarsi a un partner tecnologico in grado di affiancare l’azienda in modo continuativo.
Un’azienda tech specializzata interviene su più livelli:

Infrastruttura e dispositivi

  • fornitura di PC e dispositivi aziendali preconfigurati;
  • aggiornamento costante dei sistemi operativi e applicativi;
  • gestione centralizzata dei device.

Cybersecurity

  • antivirus e antimalware di nuova generazione;
  • autenticazione a più fattori (MFA);
  • accessi protetti tramite VPN;
  • monitoraggio delle minacce.

Continuità operativa

  • sistemi di backup ridondati (on-premise e cloud);
  • piani di Business Continuity;
  • soluzioni di Disaster Recovery.

Formazione

  • sensibilizzazione del personale sui rischi cyber;
  • buone pratiche di utilizzo degli strumenti digitali;
  • supporto tecnico continuo.

La sicurezza non è un prodotto, ma un processo continuo. Solo un approccio strutturato consente di proteggere i dati aziendali e garantire operatività anche in caso di eventi critici.

Smart working e benessere: tecnologia al servizio delle persone

Anche in un’azienda tech, lo smart working deve mettere al centro la persona.

Tecnologia e benessere devono procedere insieme:

  • strumenti digitali che semplificano il lavoro;
  • ambienti di lavoro domestici adeguati;
  • corretta gestione di tempi e pause;
  • riduzione dello stress da connessione continua.

Un lavoratore supportato da strumenti affidabili e sicuri è anche più produttivo, concentrato e motivato.

Smart working e Legge 104: cosa cambia dal 2026

Dal 2026 lo smart working assumerà un ruolo ancora più centrale in relazione alla Legge 104.

La normativa rafforza il principio di priorità nell’accesso al lavoro agile per:

  • lavoratori con disabilità;
  • caregiver familiari;
  • genitori che assistono familiari con disabilità grave.

Per le aziende questo significa dover disporre di infrastrutture tecnologiche già pronte, in grado di garantire lavoro da remoto sicuro, conforme e continuativo.
Adeguarsi per tempo non è solo un obbligo normativo, ma una scelta strategica.

Il futuro dello smart working è tecnologico

Lo smart working non è una moda passeggera, ma una componente strutturale del lavoro moderno.

Le aziende che investono oggi in:

  • sicurezza informatica;
  • infrastrutture scalabili;
  • formazione continua;
  • partner tecnologici affidabili;

saranno quelle più resilienti, produttive e competitive domani.

Per un’azienda tech, lo smart working non è un problema da gestire, ma una soluzione da progettare.

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